Avidya

La gente è impigliata nelle reti di avidya, l’ignoranza, e il metodo per educarli e liberarli dalla presa di questa ignoranza è il servizio devozionale. Come spiega Sukadeva Gosvami, si può cantare il nome di Krsna o meditare su Krsna, e se non siamo nemmeno in grado di meditare dovremo semplicemente sederci e contemplare Krsna. Può farlo perfino un bambino: “Ecco Krsna, ecco Radharani.” Perfino un neonato, perfino un animale può farlo e trarne vantaggio. Chi è dotato di maggiore intelligenza può offrire preghiere, e chi è esperto ed è stato educato da un maestro spirituale può offrire un’adorazione adeguata.

Anche i cristiani e i musulmani sono vaisnava, devoti, perché offrono preghiere al Signore. “O Signore”, dicono, “dacci oggi il nostro pane quotidiano.” Coloro che offrono questa preghiera non hanno forse una grande conoscenza, e forse si trovano a un livello non molto elevato, ma è l’inizio, perché si sono rivolti a Dio. Anche andare in chiesa o alla moschea è un atto pio (catur­vidha bhajante mam janah sukrtino ‘rjuna). Perciò, coloro che cominciano in questo modo un giorno potranno diventare puri vaisnava. Invece la propaganda atea che vuole allontanare la gente dalle chiese, dai templi o dalle moschee è molto pericolosa per la società umana.

Anche se non siamo molto avanzati, dovremmo almeno sforzarci di comprendere Dio. Quando un bambino comincia a frequentare la scuola, benché si limiti ad apprendere l’ABC, se si applicherà, in seguito potrà diventare un grande studioso. Similmente, una persona virtuosa potrà diventare un giorno un puro devoto. Perché si dovrebbe abbandonare completamente la religione, diventare completamente laici e dedicarsi soltanto ad aprire fabbriche per fare viti e bulloni, a lavorare come asini, a bere e a mangiare carne? Che razza di civiltà è questa? È a causa di questa falsa civiltà che la gente soffre….

“Kunti Devi ” Srila Prabhupada

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