La metafora della foresta in fiamme

Tridandisvami Sri Srimad Bhaktivedanta Narayana Gosvami Maharaja

La metafora della foresta in fiamme di Bhandiravana
Australia, Febbraio 1997

Krishna giunse a Bandhirvan dove scorre la Yamuna e si sedette sotto un albero banyano chiamato Bandhiravat. Tutti i pastorelli posero Krishna al centro, creando uno, due, tre cerchi, tanti cerchi. Quelli che erano lontani da Krishna, quelli che stavano dietro Krsna, quelli che erano ai lati, qua e là, tutti vedevano che: “Krishna era seduto di fronte, giocava, offriva qualcosa e prendeva qualcosa.’’ Tutti i pastorelli seduti pensavano in quel modo.

Poi le mucche videro dell’erba molto bella, e poi altra erba ancora più bella un po’ in lontananza. Lasciarono Krishna alle spalle, per raggiungere quell’erba. Quando raggiunsero il posto, videro che c’era altra erba più verde davanti a loro. In questo modo proseguirono, allontanandosi sempre di più da Krsna. Alla fine raggiunsero un posto dove non c’era erba verde, c’era solo sabbia, e nella sabbia c’erano tante erbe e rovi secchi. Questo si chiama munjavati. Tutte le mucche erano stanche, era piena estate. Quelle erbacce erano talmente alte che persino molti elefanti non sarebbero riusciti a uscirne.

Quando le mucche entrarono in quella foresta di grandi erbacce e rovi, non trovarono un modo per uscirne. Si dimenticarono la strada per fare ritorno ed era una giornata molto afosa e secca. Le mucche iniziarono a piangere, non potevano sopportare così tanto calore. Erano tanto assetate, da percepire di dover morire.

Lontano i ragazzi pastorelli stavano giocando in allegria, acchiappandosi l’un l’altro, e giocando in molti modi. Un ragazzo disse: “Dove sono tutte le nostre mucche? Sono la nostra ricchezza. Dove sono andate?”

Non riuscirono a trovarle. Cominciarono a correre qua e là per cercarle, ma non chiesero alcun consiglio a Krishna. Si erano lasciati alle spalle Krishna per cercare le loro mucche. Così seguirono le tracce lasciate dalle mucche grazie all’erba che avevano calpestato, capite?

Devoti: dagli zoccoli.

Gurudeva: Con la traccia lasciata nell’erba. Le mucche stavano mangiando l’erba e formarono una scia.

I ragazzi pastorelli entrarono nella foresta e anche loro si trovarono nella stessa situazione delle mucche. Così assetati, il calore del sole veniva da ogni lato, dal lato superiore, dal basso, ovunque. Tutti i sensi stavano bruciando e cominciarono a piangere.

Nel frattempo alcuni demoni di Kamsa videro che tutte le mucche e gli amici pastorelli erano raggruppati, e Krishna e Baladeva non erano presenti. Pensarono: “Dovremmo dare fuoco alle sterpaglie e così moriranno tutti. E poi moriranno anche Krishna e Baladeva, senza sforzi ulteriori.”

Così incendiarono la foresta. E in un attimo, l’amico del fuoco giunse sul suo carro, ovvero il vento, portò le fiamme ovunque e il fuoco si sparse ovunque. C’era solo erba secca. Il fuoco iniziò a salire così in alto e in un attimo tutti gli amici e le mucche furono circondati da questo pericoloso fuoco. Pensarono: “Non c’è modo di uscirne, siamo morti.”

Quindi chiusero gli occhi e chiamarono: “Oh Krishna, oh Baladeva, siete così potenti. Non sopravviveremo in questo grande incendio. Non possiamo. Ci rifugiamo in Voi. Sappiamo che siete come Narayana, e avete tante potenze. Salvateci per favore.”

Krsna arrivò immediatamente: “Non preoccupatevi, non preoccupatevi. Perché non l’avete detto prima? Perché mi avete lasciato, e anche le mucche mi hanno lasciato? Non preoccupatevi, chiudete gli occhi.”

Chiusero gli occhi tutti, e quando aprirono gli occhi videro che tutte le mucche erano all’ombra di Bhandirvat. Era così fresco, così dolce, così bello quel luogo. Ed erano un po’ come addormentati. Fu molto facile. E così i ragazzi, erano all’ombra di quell’albero con Krishna. Tutto tornò com’era prima. Nessuna traccia di fuoco, nessuna sofferenza, niente.

Qui dovreste comprendere che le mucche sono paragonate ai sensi, indriya. Go, mucca, significa anche sensi. I nostri sensi come lo stomaco, gli occhi e tutto il resto sono i sensi Jnanendriya e Karmendriya: i cinque sensi d’azione e i cinque sensi che acquisiscono la conoscenza. Questi sensi sono come le mucche. Tutti i sensi sono come mucche. Che cos’è l’erba? Ciò di cui abbiamo bisogno, le necessità materiali: la nostra casa, moglie, marito, figli. Ciò serve a rendere felici i sensi, per essere felici. Prendere, acquisire, agire per avere qualcosa, vedere cose molto belle. Tutti gli attaccamenti sono come l’erba verde.

Pensiamo che l’erba che possediamo non sia buona: questa moglie non è così brava. Dovremmo provare a stare con un’altra nuova moglie. E le ragazze pensano: “Il mio amico non va bene. Se è una persona molto generosa e molto gentile con me, diverremo molto amici.”
Ma poi di nuovo pensiamo: “Questo amico è una persona molto pericolosa, una ragazza pericolosa.”

Giungono così tanti problemi. Quindi tutti questi attaccamenti terreni sono come l’erba e gli indriya (i sensi) che sono come le mucche. Allontanandosi dal servizio a Krishna, tutte le mucche o gli indriya non Lo servono, ma soddisfano i loro requisiti. S’impegnano a soddisfare se’ stessi, e si allontanano sempre di più. Non guardando indietro, verso Krishna. Le mucche se ne vanno e dopo se ne vanno anche i loro padroni, la moglie o il fidanzato. Le nostre anime sono così, hanno lasciato Krsna alle spalle.

Prima se ne sono andati i sensi e a seguire vi è il maestro dei sensi, cioè l’anima che ha lasciato Krishna alle spalle e che si è allontanato sempre più, per andare avanti, avanti, avanti. Dove? Nel mare della distruzione, che è come un fuoco molto grande, senza fine. Non c’è modo di salvarsi. A volte delle persone prendono persino il veleno o si suicidano. Se avessimo chiamato aiuto in quel momento, arrendendoci ai piedi di loto di Krishna e Baladeva, sicuramente Loro sarebbero giunti. Verranno sicuramente, saranno obbligati a venire e diranno: “Chiudi gli occhi.”

Perché Krsna glielo disse? Krishna sapeva che erano i Suoi amici: “Una volta ho messo un po’ di terra in bocca e si sono lamentati da mia madre. Mia madre mi castigò per quel misfatto. Se vedranno che ingoio il fuoco, moriranno dalla paura e se non rinunciano alle loro vite, allora si lamenteranno da Yashoda Maiya.
E poi la mamma verrà e mi darà una bella lezione e loro saranno felici e applaudiranno.”

Quindi disse: “Non guardate, chiudete gli occhi.”

Pensavano che Krishna conoscesse qualche mantra, magia. I mantra o magia non vengono recitati di fronte a nessuno. Si fa segretamente. Quindi voleva fare qualcosa di nascosto. Ecco perché voleva che chiudessero gli occhi. Chiusero gli occhi e poi Krishna disse: “Guardate dove siamo” e aprirono gli occhi. Immediatamente videro che erano così felici lì, stavano giocando tra loro e le mucche erano sedute lì e masticavano l’erba felicemente.

Quindi, se trascuriamo Krsna, che è sempre qui con noi, come i ragazzi e le mucche sono sempre con Krsna. Krsna è sempre con noi, non ci lascia neppure per un momento. Ma se lo trascuriamo e lo abbandoniamo, soffriremo.

Pensiamo: “Sono il monarca di tutti, posso fare tutto. Non c’è Dio. Niente. Faccio affidamento sulle mie forze e rinuncio a Krishna.”

Ma se sarete come Arjuna, arreso solo ai Suoi piedi, allora Krishna si prenderà cura di voi e sarete molto felici. C’è così tanta erba, erba dolce con Krishna. Cos’è quell’erba? Possiamo coinvolgere i nostri sensi nel gustare la bellezza di Krsna, i resti di Krsna, i passatempi di Krsna, tutto è lì. Ma tutto questo è aprakrta, trascendentale. Qui sembra che tutto sia così bello, così raffinato, ma tutto ciò è più pericoloso del veleno. Dovremmo credere a queste parole dello Srimad Bhagavatam. Questa storia è raccontata nello Srimad Bhagavatam, quindi dovremmo provare a leggere lo Srimad Bhagavatam o la Caitanya Caritamrta. Ma provate a estrarne l’essenza di tutte queste cose e provate a seguire sin da questo momento. Non provate a farlo a partire da domani o dopodomani. No. Cosa vogliamo fare, che dovremmo fare domani?

Pubblico: oggi.

Srila Gurudeva: Non oggi, ma immediatamente.
“Servirò il mio Gurudeva a partire da domani. Adotterò tutti i tuoi insegnamenti e cercherò di seguire. Proverò a seguirlo da domani. Dammi un po‘ di tempo. Tra una settimana, tra un mese o tra un anno forse sarò abbastanza forte da seguirti.”

E se morite, cosa sarà allora? Quindi fatelo da questo stesso momento.

“Ma come possiamo farlo, perché non abbiamo servito a lungo! Abbiamo fumato la ganja, accettato la cattiva associazione e tutto il resto. Se non prendo queste sostanze, allora mi ammalerò, sarò irritato. Non posso fare nulla. Troppo mal di testa. Non riesco.”

No. Krishna darà la sua forza se decidiamo da questo momento, se Lo seguiamo immediatamente. Non è molto difficile svolgere il compito di costruire un tempio, ma è molto difficile completare il tempio del cuore. Dovremmo tutti provare a rendere questo tempio molto solido e forte. Ci saranno lakh e lakh di templi. Dobbiamo rinunciare a questo tempio e dobbiamo andare lì. Allora chi si prenderà cura del tempio?

Pensiamo che: “se costruisco un tempio, sarà un’ottima struttura per me, sarà di aiuto. Ma anche quando il tempio sarà quasi costruito, non ci saranno facilitazioni.
Potete costruire centinaia di migliaia di templi, ma non riuscite a controllare voi stessi e la mente. Se la mente non è controllata, i sensi non sono controllati. Non c’è bisogno di così tanti templi. Non aiuteranno la bhakti. Vediamo che in Australia, Bhavananda Prabhu ha realizzato un tempio a New Mayapur che è più che un paradiso. Ha speso molte centinaia di migliaia di dollari. Ha portato elefanti, ha portato cervi, ha fatto così tante cose. È un bellissimo tempio. Ma dove fa servizio al tempio? Serve? A cosa servono tanti templi? Perché non tentate di costruire questo tempio [del cuore]? Posso aiutarvi tanto in questo progetto. Ma sono povero, non posso dare tanti dollari [Srila Gurudeva sorride], ma se desiderate, potete collettare in mio nome, non c’è problema.

Swamiji non voleva che il suo nome fosse usato per imbrogliare. Ma tutti imbrogliano. Cosa fare? Che cosa faremo? Lui voleva portarli nella coscienza di Krishna, ma sono andati verso la coscienza dei sensi.”

Quindi dovremmo provare a seguire. Non impegnatevi in così tanti progetti materiali. Loro [gli Acarya], sono venuti per questo. Penso che tra un anno, due anni, non più di cinque anni, lascerò questo posto. Dovrò andare. Comunque, mi avete servito tutti insieme e state servendo così tanto. Altrimenti sarei già andato ai piedi di loto del mio Gurudeva e di Swamiji, dove ora stanno servendo Krishna. Quindi, dovremmo cercare di essere molto forti nella coscienza di Krishna, non col corpo, ma con l’atma, l’anima, servendo sempre la coppia divina. Se seguite questa istruzione, avrete costruito nel cuore migliaia di templi.

Avete visto dov’è il tempio e il luogo di nascita di Krishna a Mathura?

A Dvaraka costruì così tanti palazzi reali, nulla del genere si trova in tutto il mondo. Ma dove sono? Dov’è Ayodhya? Dov’è quella Navadvipa? A quel tempo era dislocata in tante miglia e su nove isole. Lakh e lakh. C’erano migliaia di insegnanti, e non era possibile contare il numero di studenti. Si dice che a Dvaraka solo gli insegnanti sanscriti erano cinque milioni, o forse più. Quindi, quanti bambini Yaduvamsa c’erano? Il fiore Parijat era lì, il Sudharma Sobha era lì, Krsna era lì, tutti erano lì. Ma dove sono ora?

Non perdere il vostro tempo prezioso, raccogliendo cose materiali. Cercate di sviluppare la coscienza di Krishna. Se riuscite, ci saranno così tanti templi nei cuori di tutti voi. Se volete, entro un anno avrete il tempio, ma provate anche a costruire il tempio del cuore. Se non possiamo rinunciare alla rabbia e alla lussuria, allora come potremo purificarci? Le nostre cattive qualità entrano anche nel tempio che costruite. Se non ci sono devoti autentici, sarà solamente un luogo per divertirsi e fare tutte queste cose materiali.

Gaura Premanande!

sito web: www.gaudiya.it

Rispondi