La piramide e il cerchio

Sono stato invitato a partecipare a una riunione con un gruppo di persone che praticano ‘l’amore universale’ e dicono di essere in contatto con Dio. Se sei in contatto con Lui ti arriveranno dei messaggi di amore che potrai dare agli altri e così aiutarli nel loro cammino, con amore.

E’ stata una bella esperienza; ho trovato una bella atmosfera, molto serena e amichevole. Le persone si sedevano in cerchio, eravamo circa in 40, e questo creava una energia forte e unita. Tutti si sentivano allo stesso livello, uniti da un sentimento bello e nobile. Naturalmente c’erano alcune lacune filosofiche. Alla domanda: “Perché siamo indifferenti alla sofferenza degli animali?” una delle partecipanti ha risposto in modo molto bello: “Perché anche loro sono luce. Come noi, sono parte dell’infinito, loro sono come noi, ma non ce ne rendiamo conto.”  Ma la cosa curiosa e sottilmente umoristica è stata che la stessa persona aveva mangiato della carne non più di mezz’ora prima. Nonostante questo non sono riuscito a giudicarla male, data la situazione piena di buoni sentimenti. Durante la riunione ho preso molti appunti e ho anche disegnato una piramide e un cerchio. 

Per me la piramide vuol significare quella struttura nella quale il maestro si trova con i suoi discepoli che lo ascoltano e gli pongono domande. Il maestro conosce le Scritture, le insegna e soprattutto ne è l’esempio vivente. Il vero maestro, spiega Srila Prabhupada, prova un affetto sincero per i suoi discepoli e vuole aiutarli nel loro progresso spirituale. Il cerchio vuole invece rappresentare delle persone che si mettono allo stesso livello, parlano, si scambiano delle opinioni e condividono le loro comprensioni con gli altri. In entrambi i casi c’è sempre una persona che guida, nel primo caso si chiama maestro spirituale, nel secondo si chiama facilitatore o moderatore. Naturalmente questi due schemi di base possono variare e a volte perfino trasformarsi e fondersi l’uno nell’altro. 

Alcune settimane dopo la riunione ho ricevuto un nuovo invito, questa volta a una passeggiata dopo la quale “Ci ritroveremo tutti al ristorante ‘Il Cacciatore’ per una polenta con…..” Vi lascio immaginare con cosa. Il che mi ha fatto sorridere e anche declinare l’invito. Il parlare con un devoto mi ha confermato che Srila Prabhupada voleva sia la piramide che il cerchio. Abbiamo bisogno di maestri, e anche di devoti anziani e maturi, e di parlare, di stare insieme, di essere aperti alla discussione, all’amicizia e anche a conoscere delle prospettive diverse, ma sempre in modo positivo, rispettoso e costruttivo. Srila Prabhupada infatti ha chiesto che nei templi ci fosse quello che si chiama ‘ista ghosti’, una riunione periodica di tutti i membri della comunità, che si riuniscono per discutere di questioni pratiche e spirituali. Trovarsi insieme e parlare per decidere con entusiasmo, pazienza e determinazione come migliorare le attività pratiche e spirituali, e ritrovarsi in cerchio per recitare insieme il Santo Nome con serenità e intensità sono le geometrie del successo. Non può esserci solo la piramide o solo il cerchio; sono necessari entrambi.

Sajjana Ashraya das

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