IL LUNGO, IL CORTO E IL PACIOCCONE

Luana era andata quindici giorni al mare in Liguria ed era tornata a casa con il cuore a pezzi. In quella località aveva incontrato l’amore con la A maiuscola e ora i ricordi la torturavano. Non tollerava il pensiero di essersi separata da un lui, tenero e gentile, che l’aveva affascinata con i suoi riccioli biondi e i begli occhi verdi. Purtroppo abitavano in due città molto lontane, l’una dall’altra. Per avvertire meno la nostalgia, tutti i giorni, si scrivevano lunghe lettere e una volta la settimana si telefonavano. La storia di questi due ragazzi durò qualche mese, finché una verità crudele spezzò il loro sogno. La lontananza, aveva reso codardo, un affetto coraggioso. Luana cercò di distrarsi in mille modi per lenire la sofferenza e fu, forse per questo, che si aggrego’ alla compagnia di sua sorella, che più piccola di lei di due anni, tutti i giorni, compiva scorribande e viveva pomeriggi avventurosi con i ragazzi più simpatici e particolari del quartiere. Francesco era un ragazzo di statura minuta e dai capelli neri e ricci, che si vantava di avere avuto mille avventure e si dava arie da bullo.Egli ora stava vivendo una storia con una ragazza di nome Olga. La relazione era un romanzo e loro n’erano i personaggi. I genitori di Olga erano talmente severi che non la lasciavano mai uscire di casa e lui, l’andava a trovare di nascosto, la sera, arrampicandosi sul muretto e così, arrivava alla fnestra. Questa maniera di condurre la relazione era vissuta dai due ragazzi come qualcosa di particolare, di magico. Paolo, era un ragazzo dalla corporatura robusta, un sorriso sempre stampato sul viso, che gli permetteva di mettere in mostra i denti da “coniglietto”. Era l’inseparabile ombra di Francesco, con lui condivideva sogni ed esperienze. Non gli piaceva studiare, quindi cercava sempre di svolgere i compiti insieme a qualche suo compagno, che sapendone più di lui, poteva aiutarlo. La sua distrazione era però proverbiale e i suoi compagni ancora lo ricordano, quando in classe, la professoressa lo interrogo’ e gli chiese di recitare la poesia” La Capra” e lui ripete’ per un quarto d’ora sempre la stessa frase:”La Capra”. La professoressa, rendendosi conto che non riusciva a proseguire lo pregò di tornare al suo posto.Dopo le medie, cercò un’occupazione manuale. Andò a studiare in un’istituto religioso ma la sua intolleranza alle ingiustizie che secondo lui, si perpetravano in quella scuola, lo fecero desistere. Per lui era più adatto un lavoro che gli desse la possibilità di essere libero e di comunicare con le persone. Il suo lavoro fu poi, quello del camionista. Daniele era un ragazzo dai tratti somatici e dalle movenze nervose, aveva mani enormi che sembravano predirgli il suo lavoro futuro. Infatti s’impiego’ poi,presso una stamperia. Egli era complessato e insicuro, forse per la mancanza del padre, perito in un’incidente d’auto. Il più simpatico di tutti era Marco, un ragazzino piccolo e grasso con il volto sempre paonazzo.Ogni parola era una battuta, tutti i suoi discorsi, risate a non finire. Generoso e altruista era sempre pronto ad aiutare un amico in difficoltà. A Marco piaceva Luana e quell’estate, decise che era arrivato il momento di dichiararsi. Quando chiese un parere ai suoi amici tutti lo sconsigliarono:”Lascia perdere, non dirle niente- dissero, perché Luana era molto più grande di lui e senz’altro la sua risposta sarebbe stata negativa. Con lo sguardo pulito e il suo solito sorriso stampato sulla faccia, parlò a Luana e attese una risposta da lei. A lei era molto simpatico, gli voleva un mondo di bene, ma quello non era amore. Quindi il discorso dei due ragazzi si concluse con il rifiuto di Luana. Il comportamento della ragazza, da quel giorno muto’, perché ella conoscendo i sentimenti che Marco nutriva per lei si sentiva imbarazzata quando lo guardava o gli parlava. Il ragazzo se n’accorse e gli chiese di dimenticare quello che si eran detti giorni prima, ritornando ad essere gli amici di sempre. Luana, dispiaciuta anche lei per la situazione venutasi a creare, accolse subito l’invito. Ancora una volta Marco, con la sua nobiltà d’animo era riuscito a mettere da parte il suo sentimento e aveva preferito, pur di non perdere Luana, di continuare un bel rapporto d’amicizia che non poteva essere offuscato da malintesi. Il giorno dopo e quello dopo ancora, Luana approfondi’ i suoi pensieri e ripenso’ a Marco, al suo futuro. Sperò che la ragazza della sua vita, avrebbe saputo guardare oltre le apparenze e apprezzato, le qualita interiori di quel ragazzo che aveva tanto da donare. Non sapeva, Luana, che un destino infelice attendeva Marco. La morte del padre, che fungeva da pilastro per lui, gli lasciò un vuoto interiore che non riusci’a colmare. Prima parte

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