IL LUNGO IL CORTO E IL PACIOCCONE – seconda parte-

Interioriorizzo’ il dolore, non volle mostrare la sua sofferenza e per questo, il sorriso sul suo viso, non si spense mai, ma qualcosa dentro di lui si era estinto per sempre. La speranza, la fiducia in se stesso e negli altri, avevano lasciato il posto a una tristezza, a una malinconia infinita. Infatti imbocco’una strada dalla quale non fece più ritorno. Lui, nel suo viaggio immaginario vedeva un tunnel e alla fine di esso vi era la luce.Cercava un paradiso artificiale. Fu uno sbaglio, ma quando se ne accorse era troppo tardi per riuscire a tornare indietro . Dov’è ora, forse è insieme a suo padre e può godere della sua compagnia. I rimorsi di aver fatto soffrire tante persone care, non saranno più i suoi soli amici. La pace e la serenità saranno le uniche sensazioni che pervaderanno il suo animo. Poi c’erano i due fratelli: Sergio ed Enrica. Lui assomigliava ad un serpentello sia nel fisico sia nel carattere. Infatti, pur essendo mingherlino non passava inosservato, per la sua vivacità e la sua inesauribile energia. Erano quelle persone che sembrano fatte di “spirito”. Egli creava, continuamente, situazioni imbarazzanti per poi giocarti qualche tiro mancino o uno scherzo,spesso, di cattivo gusto. Egli non stava mai fermo, era sempre in movimento. Doveva essere sempre presente e non tollerava di rimanere escluso quando c’era qualche decisione da prendere. Voleva partecipare a qualsiasi gioco. A lui non gli si poteva nascondere nulla. La sorella era quella che si definirebbe una “ragazza caratteriale”.Non sapeva tenere a freno la lingua e tutto quello che pensava lo diceva, non badando ne’ alle apparenze ne’ a chi aveva davanti. Un giorno, per un motivo banale,ebbe uno screzio con un ragazzo più grande di lei. Non ci pensò due volte a riempirlo di calci e pugni. I suoi capelli lunghi, nella lite, si erano arruffati a tal punto che avevano formato una massa intricata e informe, che disordinatamente lasciava libere alcune ciocche che ricadendole sul viso, le conferivano un aspetto spettrale che assomigliava a quello di una strega. Le mancava solo la scopa e poi sarebbe stata perfetta per interpretare il ruolo di:” Nocina”:nonna diabolica e birichina, il suo viso era diventato paonazzo, la sua gonna corta si era alzata e con la complicità del vento era volata su. Ma lei, in quel momento, tutta presa dalla sua furia, pensava solo a menar le mani. Seconda parte

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