Frau Gerda Kleinprunkbad

Un’amica gestisce un bar vicino a casa mia dove sono diventato habitué.
Lì ho conosciuto diverse persone interessanti, non perché abbiano avuto
vite eccezionali, ma proprio perché le loro esistenze si sono svolte e
continuano a svolgersi all’insegna della comune, ma nello stesso tempo
coraggiosa fatica di vivere.
C’è ad esempio Frau Gerda. Il suo cognome é impronunciabile:
Kleinprunkbad. Tedesca di origine e non più tanto giovane, in passato
faceva la hostess. Poi ha dovuto smettere perché tormentata da sempre più
gravi crisi d’ansia, probabilmente causate dai tragici eventi dell’11
Settembre accaduti a New York.
Kleinprunkbad ha un cane che si chiama Poldo, é una montagna di cane ed é
anche un vero ricattatore. Se vogliamo conversare senza essere disturbati
da lui, bisogna allungargli le patatine o una brioche dolce, altrimenti
continua a dare fastidio abbaiando dispettosamente e guardandoci
terribilmente in cagnesco, é proprio il caso di dirlo.
Gerda é adorabile mentre beve il suo bicchiere di champagne, le faccio
sempre compagnia con un casto succo di pomodoro.
Ha viaggiato molto, Frau Gerda, ora é di stanza stabile a Bologna dove
vive con il suo compagno Gianni.
Mi racconta i suoi problemi, peripezie di normale amministrazione:
dispute con la sorella, la pensione troppo bassa per vivere
dignitosamente, la salute non proprio ottima e la recente preoccupazione
per Poldo che si è dovuto operare ad un orecchio. Sono angustie, quelle,
il povero cane soffriva e lei non sapeva cosa dirgli per dargli un po’ di
conforto.
Poi c’è Silvana, 93 anni, pensate! L’ho aiutata ad attraversare la
strada. Voleva comprare un profumo per la nostra comune amica Chiara, la
barista del locale. Dice che é una giovane non solo bella ma anche molto
educata, gentile e premurosa con lei.
Poi Silvana mi ha chiesto di salire in casa sua perché voleva farmi
conoscere la gatta. Sono un appassionato di gatti e non ho potuto
rifiutare. Il felino di misure extra large si chiama Stella.
Silvana custodisce nell’anima una storia di davvero straziante dolore:
sua figlia poco più di trentenne si é impiccata al piano di sopra. Ha
lasciato scritto che non sopportava più la vita.
L’altra vicenda di Silvana é altrettanto tragica: é stata sposata per
soli dieci giorni, poi il marito è partito soldato per la Russia dove é
caduto su un anonimo campo di battaglia.
Ha fatto per vent’anni la “sfoglina” in un ristorante, la Silvana, che
era frequentato anche da Adriano Sofri. Era un così bel ragazzo, ricorda.
Molto gentile.
Stella per tutto il tempo si é sfregata contro la mia gamba lasciando i
suoi peli come se fossero tanti biglietti da visita.
Con Silvana mi sembra di aver acquisito una nonna, visto che di vere
nonne, nel senso affettivo ma anche pratico e reale, non ne ho mai avute.

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