Oggi ho pranzato in un locale, con sei persone, senza muovermi di casa, con 12 euro

E anche l’aperipranzo virtuale di oggi è andato. Senza muovermi di casa mi sono incontrato tramite videochiamata Skype con Cristina, Fabio, Bodhotaru, Gabriele&Eli …quando ho annunciato l’ennesimo aperitivo virtuale si è levato il consueto coro di persone scandalizzate: “Renzo, stai contribuendo alla fine del mondo!” è stata la frase più eclatante, ma le altre non erano da meno. Eppure l’impatto di Skype sulla quotidianità è stato senz’altro profondo. In primo luogo, perché ha rinsaldato i legami a distanza: guardandosi negli occhi, inevitabilmente, la comunicazione interpersonale migliora. Ogni relazione, amorosa, d’amicizia, di parentela, vive infatti anche di un forte componente visiva. C’è, poi, anche chi ha utilizzato Skype con creatività, tenendo lezioni universitarie ad una platea distante 10.000 chilometri oppure esibendosi in concerti per un pubblico residente oltre oceano. E chi può dire che quello che vivo tramite una videochiamata non è reale? Molte ricerche scientifiche hanno dimostrato che il cervello non è in grado di distinguere tra ciò che è reale e ciò che è virtuale… secerne gli stessi ormoni nella stessa quantità sia che siamo in compagnia dei nostri amici reali sia che stiamo guardando uno show televisivo con i personaggi che ci piacciono…è la stessa cosa! Quindi se il mio cervello mi dice che quello che sto vivendo è reale, chi si può arrogare il diritto di dirmi che non lo è?

per partecipare ai nostri prossimi aperitivi virtuali https://chat.whatsapp.com/JrD773Yms2jEubCdhDAcX3 ed anche https://join.skype.com/hoUWuUinvqlu

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