FALSE MORALITA’

Sulle note di Battisti, fuggivan via i pensieri tristi. Un fugace saluto si concluse con frasi sdolcinate o precluse l’avvio a una strada già creata. Percorsi per altre vie, una vita che andava verso un destino diverso. Mi trovai ad essere più sola. Sola con i miei pensieri, dovetti affrontare e superare ostacoli e false moralità. Caddi, inciampai, mi rialzai.
Imparai a ruggire e non sempre a subire. Abituata, ero stata, ad essere come donna, sottomessa ai compromessi. Donna, devi essere docile, mansueta, incline al pianto, un po’ triste, malinconica, fragile, con mille debolezze. Tutta frizzi e frivolezze, dovrai cercare solo chi, ti potrà dare sicurezza. Tutta la vita, ti servirà per appoggiarti a chi, la sua forza ti darà. Nella mia mente si aprì pian piano un varco. La mia maternità, divenne per me, la sola realtà. Il varco si allargò, uno spiraglio aprì le porte a una coscienza diversa. Tanta luce irradiò la mia mente, che per troppi anni, intorpidita e quieta in letargo, era stata. Quei raggi di rara potenza mi colpirono con tutta la loro violenza. Si alzò, d’un tratto, il velo che copriva i miei pensieri, i miei occhi, socchiusi, loro malgrado, videro una realtà diversa, si aprirono su un mondo surreale, che videro turbinare a spirale e come coriandoli le mie cento e uno verità. La mia tranquillità, la mia sonnolente passività, prese voce in un grido che in urlo si trasformò. Voltai pagina, cambiai compagnia, feci amicizie diverse, diventai una persona diversa. Lo specchio mi rimandò l’immagine, la mia, di un viso dagli occhi allegri e l’animo tormentato tra un passato rinnegato e un presente, a volte, immaginato e sperato diverso, che tendeva la sua mano verso un’esistenza dove si fermava il tempo e gli anni rimanevano verdi, l’esistenza trascorreva tranquilla come un letto di un fiume, mai in piena, con la sua voglia di correre, ridere, scherzare. Una bambina ero stata, ero cresciuta, cambiata, ora son più determinata. Nei suoi sogni ripensa al passato, il suo animo è romantico, la sua mente colma di rimpianti.Le mani, le sue, son piene di frutti, raccolti nei campi incolti e abbandonati, da chi, bambino si era dimenticato di essere: l’ingenuità si era trasformata in falsa pietà e la sola, loro corsa, è tesa solo verso falsi ideali che coprono la vita e la dipingono di grigio. la donna che ero, era sparita, avevo tanti amici che contagiavano con le loro risa, il suo timido sorriso. La sua risata cominciò quel giorno, imparò a divertirsi senza ansia e senza tradirsi, non riusciva più a smettere e in urlo si trasformò quel lontano eco e travolgendo sensazioni e pensieri contagiò e divertì un’intero mondo antico. Divertendosi aveva imparato che si può amare in modo diverso, si possono creare valori nuovi che possono essere urlati senza paura che non vengano ascoltati. Bensì, vanno comunque gridati perchè esploderanno , con furiosa rabbia, quando una mano toglierà loro la sabbia. Cambiare il mondo con ciò, non si potrà, ma ci sarà qualcuno, che comunque, sempre ci proverà.

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