COME FAN TUTTI

I suoi zampillii, nella mia fantasia, sembrano voci allegre e festose, che si alzano o si abbassano al ritmo frenetico di una danza appena accennata.
Lo spettacolo che si presenta agli occhi della gente richiama alla mente gocce, goccioline che ti bagnano il viso e questo dona al tuo volto un barlume di sorriso.
Come quando, bambino, per un maldestro tentativo di quella manina che vuole a tutti i costi immergersi, per sentire la frescura dell’acqua, cadi dentro ad essa, ti senti eroico nell’impresa, per il tremore che il tuo corpo prova, e non ti curi dell’ordine impartito dai tuoi genitori e degli immancabili rimproveri che il tuo gesto ha creato. Scaturiscono azioni che, ricalcando le orme di antiche credenze popolari spingono il turista a gettare miriadi di monetine, che fan bella mostra di lor sul fondo della fontana. Sperano con questo gesto di allontanare la metaforica signora che nera si figura. Vogliono, con volontà indomita, portare a lor vicino la stella della buona sorte e della fortuna. Pensieri, magie, ricordi, superstizioni, si accalcano in un solo momento nella tua mente. Nascono il tempo di un istante, ti appaiono nel loro involucro immaginario, ti sembrano creature vive e tangibili, le fate, che possono creare per te un universo che con mezzi di fortuna e un biglietto scritto con i colori dell’arcobaleno, ti riporta indietro nel tempo, un novello vagito fa rinascere un uomo nuovo dalle caratteristiche uguali ai suoi antenati, ma diverse nel passaggio del trapasso: un essere che rispetti se stesso, gli altri e la natur

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