« Se gli esseri umani non sono capaci di andare sulle montagne con uno stato d’animo appropriato, disturbano le entità pure e luminose che le popolano. Allora, arriva il giorno in cui esse se ne vanno altrove, là dove nessuno può avere accesso facilmente. Una volta abbandonati da quelle entità, quei luoghi perdono il proprio carattere sacro e non sono più così impregnati di forza spirituale; quelli che li visitano non ricevono più nulla e rientrano a casa loro altrettanto poveri e limitati di prima.
A cosa serve fare tanti sforzi per scalare i pendii dei monti se non si è compreso che l’ascensione delle montagne fisiche è unʼimmagine dell’ascensione delle montagne spirituali?… Chi sale deve sentire che si sta sbarazzando di tutto ciò che lo ingombra e lo appesantisce, fino a sentire l’ordine divino introdursi in lui. Incontra il silenzio, e in quel silenzio scopre l’origine delle cose, si unisce alla Causa prima e si fonde nell’oceano della luce cosmica. »

Omraam Mikhaël Aïvanhov

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