« Nei testi sacri, il pane è spesso il simbolo degli alimenti spirituali: quelli che riceviamo dal Cielo, ma anche quelli che siamo capaci di donare. Tutte le cose buone preparate dal nostro cuore, dal nostro intelletto, dalla nostra anima e dal nostro spirito sono come pane, e noi non dobbiamo permettere alle entità inferiori di mangiarlo, ma dobbiamo conservarlo preziosamente per gli angeli e le entità celesti. Quanti visitatori del mondo divino sarebbero felici di soggiornare fra noi, ma non possono venire in condizioni qualsiasi. Se, arrivando, constatano che non erano attesi e che delle entità oscure hanno già mangiato tutto ciò che sarebbe dovuto servire a nutrirli, si allontanano.
Prendete seriamente questa verità. Dite a voi stessi che alcuni spiriti luminosi scendono ogni giorno presso gli umani. Quei visitatori sono carichi di doni, ma occorre almeno essere capaci di accoglierli con un nutrimento che essi apprezzano: pensieri e sentimenti ispirati dal bisogno di crescere sempre più nella luce. Altrimenti se ne vanno, poiché non vogliono morire di fame e non accetteranno mai di nutrirsi d’impurità. »

Omraam Mikhaël Aïvanhov

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