« Quando Dio ha creato l’uomo, ha deposto in lui i germi di tutte le qualità e le virtù, come pure di tutti i doni. Essi sono lì, ancora assopiti, e per svilupparli egli deve per prima cosa utilizzare il suo pensiero, poi vivificare il suo pensiero con il sentimento, e infine mettere all’opera la sua volontà per realizzare ciò che ha pensato e sentito. Allora, è come un appello che egli lancia a delle entità spirituali che si trovano molto lontano e molto in alto, e quelle entità rispondono alla sua chiamata venendo a manifestarsi attraverso di lui.
Gli esseri umani devono le qualità e i doni che riescono a sviluppare ai sacrifici di entità del mondo spirituale. Esse fanno quei sacrifici con gioia, ma per beneficiarne pienamente, è necessario che gli esseri umani ne siano consapevoli e riconoscenti. Riconoscenti in che modo? Sforzandosi di essere altrettanto attenti, buoni e generosi verso le creature che li circondano, non solo gli umani ma anche gli animali, le piante e tutta la creazione. Quelle entità non chiedono nient’altro. A tutti gli esseri visibili e invisibili che ci aiutano a vivere e a crescere, noi dobbiamo avere qualcosa da offrire: una gioia, uno sguardo, un raggio. »

Omraam Mikhaël Aïvanhov

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