Antonino Spirlì (Lega) ancora contro Gino Strada: non vuole nemmeno l’aiuto di Emergency

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Antonino Spirlì, presidente facente funzioni della Calabria, torna all’attacco di Gino Strada. Sfumata l’ipotesi di averlo come commissario della Sanità regionale, il fondatore di Emergency si è reso disponibile a dare supporto alla Protezione Civile per ovviare alle gravi e strutturali carenze ospedaliere del territorio, ma nemmeno questo va giù a Spirlì. Un rifiuto categorico, dettato da un puntiglio che sembra ideologico, aprioristico, in spregio al bisogno di fare fronte comune e tutelare i cittadini dal virus. Ospite di Radio Anch’io, condotto da Giorgio Zanchini, su Rai Radio1, Spirlì ha detto:

“Emergency arriva da ieri in supporto alla Protezione civile di Borrelli. Noi non siamo quarto mondo, siamo una delle Regioni italiane e non vogliamo essere trattati come un Paese in guerra, come un Paese del terzo e quarto mondo. Siamo la terza Regione in ordine alfabetico. Il governo la smetta di fare questi giochini”.

Ospedali da campo ce ne sono stati anche in Lombardia, come quello allestito a Crema dai medici cubani, ma nessuno si è sognato di farne una questione di lesa maestà, né si capisce come dotarsi di supporti e medici in più a garanzia dei cittadini possa significare essere trattati da paese del terzo mondo. Spirlì fa parte della Lega, lo stesso partito di Attilio Fontana, ebbene, all’arrivo dei medici cubani, il Presidente della Lombardia non ha certo roteato il dito dicendo che i lombardi non erano socialisti. Un ostracismo misto a permalosità francamente incomprensibili.

Interpellato poi sul commissariamento della sanità calabrese a causa delle infiltrazioni mafiose, Spirlì ha poi aggiunto: “Questi 11 anni, quasi 12, di commissariamento non hanno agevolato, ma hanno aggravato la situazione. L’ultima gestione Cotticelli non ha nemmeno provveduto a preparare il piano emergenza Covid. I 4 ospedali da campo sono stati richiesti da me alla Protezione civile”. Il suo obiettivo, dunque, sarebbe quello di troncare il commissariamento della sanità, a suo dire inutile e superato, per fare spazio a una “gestione unitaria e condivisa della Regione Calabria per 6 mesi, un anno”: in piena pandemia. “Il passato è fango, e dobbiamo chiederglielo a tutti i commissari di governo che si sono alternati in questi 12 anni”: giusto, quale momento migliore per fare i conti con il passato e il governo se non questo, con 1,27 milioni di casi positivi e 47.217 decessi (dati aggiornati a oggi, 19 novembre). Poco importa se finora la Calabria ha totalizzato più commissari che terapie intensive, la priorità è non accettare aiuti da una Ong che è un vanto italiano in tutto il mondo. Non resta che augurare buona fortuna a Gino Strada, e pazienza, perché gliene servirà tanta.

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