E-bike ed e-cig: la famiglia dei rifiuti elettronici continua ad allargarsi

E-bike e monopattini elettrici: lafamiglia dei RAEE, Rifiuti da Apparecchiature elettriche ed Elettroniche continua ad allargarsi. Il riciclo virtuoso è d’obbligo. Disegno di Armando Tondo, novembre 2019

C’erano una volta vecchi frigoriferi, lavatrici e qualche radio. Differenziare le apparecchiature elettriche ed elettroniche
dagli altri rifiuti era abbastanza semplice. Oggi, invece, la famiglia dei Raee
(Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) è sempre più grande: le
ultime “new entry” sono dispositivi che fino a pochi anni fa non
esistevano, come le e-bike, i
monopattini elettrici, gli hoverboard,
gli auricolari bluetooth e i seggiolini
antiabbandono
, da poco diventati obbligatori.

Leggi anche: Bici contromano e “case” per ciclisti. Regole anche per i monopattini
E-bike: guida all’acquisto “for dummies”

Sigarette elettroniche, droni e lampadine

Sono Raee
tutti i rifiuti che hanno al loro interno una componente elettrica o
elettronica. È un insieme estremamente variegato
per tipologia, dimensioni e funzionalità: «Le nuove mode, ma anche i
progressivi sviluppi sui prodotti che mettono al centro l’elettronica – spiega Giancarlo Dezio, direttore generale di
Ecolight, consorzio nazionale non a fini di lucro che si occupa della
gestione dei Raee, delle pile e degli accumulatori esausti –
fanno sì che la famiglia dei Raee debba
continuamente allargarsi per comprendere prodotti che fino anche a pochi
mesi prima non venivano considerati dal mercato o addirittura non esistevano».
Per fare alcuni esempi diventeranno parte di questa famiglia di rifiuti, una
volta giunti al termine della loro vita, i robot aspirapolvere così come le
biciclette a pedalata assistita, ma anche le sigarette elettroniche, i droni e
i segway. Oltre agli smartphone rotti, ai telecomandi, alle stufe elettriche e
alle lampadine, siano esse a risparmio energetico, a neon o a led. Prodotti
molto diversi tra loro, ma accomunati dalla presenza al loro interno di una componente elettrica o elettronica e
che condividono l’obbligo di seguire un preciso percorso di raccolta,
trattamento e smaltimento.

Risorse da non sprecare

I Raee rappresentano un’importante risorsa per quanto riguarda i principi
che muovono l’economia circolare: «Sono
infatti riciclabili per oltre il 90% del loro peso, ottenendo importanti
quantitativi di plastica, ferro, alluminio e vetro», spiega Dezio. «La corretta
gestione di un RAEE inizia però dalla sua conoscenza: sapere che il
monopattino elettrico o l’e-bike, che magari abbiamo appena regalato a nostro
nipote, quando non funzionerà più dovrà essere conferito separatamente, è il
punto di partenza per dare vita ad una catena di valore».

Leggi anche: Modelli di economia circolare per arrivare a “Zero waste”

Ecco come si smaltiscono

Per il corretto smaltimento di grandi apparecchi elettrici ed elettronici come lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, è necessario organizzarsi per il conferimento diretto all’isola ecologica del proprio comune o per il ritiro da parte delle aziende rifiuti urbane. È bene sapere che in caso di acquisto di un nuovo elettrodomestico è possibile richiedere, in base alla normativa attualmente in vigore, l’applicazione dell’Uno contro uno, ovvero il negozio da cui stiamo comprando è tenuto a ritirare il vecchio apparecchio, se lo chiediamo.

Per quanto riguarda invece lo smaltimento dei piccoli Raee come cellulari, tablet, telecomandi, asciugacapelli, radioline, frullatori, fotocamere, rasoi elettrici, chiavette usb, caricabatterie, non è necessario andare in discarica. Da luglio 2016 è infatti entrato in vigore il cosiddetto decreto “Uno contro zero“, secondo cui l’apparecchio fuori uso – la legge parla di una misura che non deve superare i 25 centimetri sul lato più lungo del prodotto – si può consegnare direttamente nei negozi che vendono questi dispositivi senza effettuare alcun acquisto.

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Consigli utili su come sbarazzarsi dei propri vecchi Raee
Economia Circolare: come si riciclano i Raee

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