Crisi di Governo, per un pugno di euro: povera Italia

Inizio 2021, dopo un anno che che ricorderemo tutti, chiunque. Pandemia mondiale, più di 80 mila morti in Italia, 500 al giorno da mesi. Sacrifici e scene mai viste nelle corsie degli ospedali, crisi, recessione, migliaia di commerciali già fallite, interi reparti collassati, terzo settore in primis, chiusure forzate, volute, titubanti, ineluttabili, fallimenti, a breve un’onda di licenziamenti semplicemente congelati, così come gli sfratti, con migliaia di persone e famiglie che rischiano di finire in strada all’indomani del blocco degli sfratti. Un piano eccezionale di finanziamento europeo mai visto, superiore al piano Marshall, da gestire. Un partito, Italia Viva, non votato da pressoché nessuno, stando alle elezioni di due anni fa non superava il 3%, con una rappresentanza quasi nulla nel Paese, è in grado di mettere sotto ricatto un’ intera Nazione alle prese con una crisi epocale, che si protrae da un anno, del tutto inedita.

Indipendentemente da come si giudichi il governo Conte II e le sue alleanze, al di là della volontà di capire, circostanziare l’operato in una situazione assolutamente nuova, mai sperimentata nella storia della Repubblica, aprire una crisi di governo ora è nella migliore delle ipotesi irresponsabile, nella peggiore, colpevole. Il banchetto della crisi di governo è chiaro: Recovery plan, ristori, elezione del prossimo Capo dello Stato.

A rendere parossistico, grottesco, il quadro attuale è poi l’entità degli attori principali: il Paese è preda di una crisi di governo totalmente al buio, dove cui si fatica a comprendere gli obiettivi di ciascuno. Promotori della crisi sono esponenti di una forza politica (Italia Viva) che uscirebbe disintegrata dalle urne. A far muro contro Italia Viva è un’altra forza politica, dichiaratamente opposta, che oggi controlla mezzo Parlamento ma che tuttavia uscirebbe più che dimezzata dal voto (M5S). Nel mentre, in Europa, nella nostra casa, i casi di Covid crescono a velocità esponenziale. Tutto ciò per un pugno di euro. Cui prodest?

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