Covid-19: Vaccinarsi? Sarà obbligatorio

Vaccino usa covid

Conte aveva detto che non ci sarà nessuna obbligatorietà del vaccino: e nella teoria è così. Se però una persona vuole svolgere un lavoro dipendente, viaggiare e insomma assolvere alle normali attività sociali, di fatto, il vaccino diventa obbligatorio. Anzi, lo è già.

Un no vax può essere licenziato

Come si spiega qui, il lavoratore dipendente deve comunicare al datore di lavoro se, chiamato dal SSN, ha eseguito o rifiutato l’inoculazione. Nel secondo caso, dovrà produrre – a sorta di giustificazione – una adeguata documentazione medica a comprova del problema di salute che ha impedito la vaccinazione. A nulla varrà essere no-vax, ovvero ideologicamente avversi alle istanze scientifiche che richiedono una vaccinazione di massa.

Si cambia mansione, quando si può

Il datore di lavoro dovrà inviare il lavoratore da un medico competente, che quindi stabilirà se la persona è comunque idonea alla sua mansione anche senza essere stato vaccinato. In caso contrario, il datore di lavoro valuterà se è possibile assegnare una mansione diverse, in luoghi per esempio dove il lavoratore non può essere esposto al contagio, o se invece l’unica soluzione sarà la risoluzione del rapporto di lavoro.

Un obbligo già iniziato

In sostanza quindi il vaccino contro il coronavirus – già sostanzialmente obbligatorio per categorie quali medici, infermieri e operatori socio-sanitari, perché soggetti a sanzioni sul piano disciplinare in caso di rifiuto – sarà obbligatorio anche per quella fetta di popolazione che è soggetta a un contratto di lavoro subordinato. Ma si suppone che molte compagnie aeree renderanno impossibile viaggiare, in caso di mancata certificazione dell’avvenuto vaccino, e via dicendo. Nei fatti quindi resistere alla chiamata del SSN senza un valido motivo di salute sarà molto difficile.

Quella “sottile linea rossa”

L’art. 32 della Costituzione stabilisce il diritto di rifiutare le terapie (i vaccini in questo caso). Anche la sentenza di Norimberga del 1948 ricorda che nessuno Stato, Italia inclusa, può imporre il vaccino anticovid-19 come obbligatorio. Ma tutto questo cade in considerazione del fatto che esiste anche l’obbligo del datore di lavoro di tutelare la salute del lavoratore (tra gli altri art. 36 Cost. e 2099 cod. civ.).

L’omissione di tali doveri può infatti comportare per il datore di lavoro la violazione di norme che potrebbero profilare per lui/lei la specifica colpa in caso di contagio nell’ambiente lavorativo, con una responsabilità penale per le fattispecie di omicidio colposo e lesioni personali colpose (artt. 589 e 590 c.p.), commesse in violazione della normativa a tutela dell’igiene e della sicurezza sul lavoro.

Per tutti i riferimenti normativi leggi il parere dell’esperto su Altalex

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